Home (bitter)sweet home

Ritorno nella città natia solo per una manciata di giorni l’anno e nemmeno tutti gli anni. Quando mi trovo “a casa” è un continuo oscillare tra due sensazioni opposte: non-me-ne-sono-mai-andato-via-da-qui vs questo-é-un-mondo-alieno. Nel mezzo c’è quella continua condizione di straniamento dovuta alle cose fuori posto: il negozio storico che ha cambiato via (e dunque si trova nel posto sbagliato secondo la mia mappa mentale); volti familiari con rughe di troppo, chili di troppo, passo troppo lento, che mi costringono a rivedere ricordi e aggiornarli con nuove informazioni; paesaggi notturni punteggiati da luci rosse intermittenti di parchi eolici nati solo alcuni anni fa. La connessione alla rete, invece, zoppica esattamente come ai tempi in cui abitavo qui: non proprio il punto fermo di cui avevo bisogno.

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