Facebook, i nativi americani e una zelante politica sui nomi degli utenti

Collage di diversi loghi di social network
Composizione creata da Tanja Cappell e rilasciata con licenza CC BY-SA 2.0

Facebook ha le idee molto chiare su quali debbano essere i nomi con cui i propri utenti debbano identificarsi:

Facebook è una comunità in cui le persone usano le proprie identità autentiche. Le persone devono fornire il nome che usano nella vita reale, in modo che tutti sappiano sempre con chi si stanno connettendo.

L’eccesso di zelo con cui viene seguita questa regola ha messo di recente Facebook in imbarazzo presso la comunità dei nativi americani e in ridicolo presso il resto del mondo. Vittime Dana Lone Hill e Shane Creepingbear, rei di avere nel cognome rispettivamente un colle solitario e un orso che si muove con passo furtivo. Tutto ciò è stato sufficiente perché Facebook sospendesse questi profili. Tuttavia ora sono entrambi nuovamente operativi e accessibili dai rispettivi utenti.

Il che è un po’ come se Facebook bloccasse in Italia l’account di un Giuseppe Scartaghiande o di una Marina Brezza perché giudicati nomi farlocchi. :)


Fonte: Native Americans Say Facebook Is Accusing Them of Using Fake Names: http://colorlines.com/archives/2015/02/native_americans_say_facebook_is_accusing_them_of_using_fake_names.html

I miei blog preferiti

Condivido con voi una breve lista di quattro blog. Sono i miei preferiti in assoluto. Non è una classifica perché non sono confrontabili tra loro, appartengono a categorie diverse e mi piacciono tutti per diversi motivi. Sono quattro piccoli capolavori.

Foto di Alejandro Escamilla
Foto di Alejandro Escamilla distribuita con licenza Creative Commons 0

Terminologia etc.

Il blog è tenuto da Licia Corbolante e tratta di “Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche”. La competenza dell’autrice, la prosa sempre gradevole, la frequenza altissima dei post (praticamente uno al giorno dal lunedì al venerdì) e la qualità dei sui interventi ne fanno la prima irrinunciabile lettura della giornata. Facile andare in crisi d’astinenza quando le capita, raramente ma succede, di saltare qualche giorno.
Indirizzo: http://blog.terminologiaetc.it/

Outdoor Coding Stories

Piero Toffanin è un giovane italiano che vive ormai da alcuni anni negli States, lì ha incontrato sua moglie. Da quasi un anno girano in lungo e in largo per gli Stati Uniti con il loro camper. Toffanin scrive della vita di un programmatore itinerante. Sempre ispirati i suoi post. Sarebbe bello scrivesse più spesso!
Indirizzo: http://www.pierotoffanin.com/

Stefano Tartarotti Blog

Stefano Tartarotti è un illustratore, lo trovo geniale. Per favore visitate il suo sito se ancora siete tra i pochi a non conoscerlo. Ha anche un senso dell’umorismo che adoro. Leggo molti dei suoi post con le lacrime agli occhi. Gli sono grato per tutti i personaggi e le storie che ha creato e condiviso gratuitamente su web. Merita un monumeto e la lettura di tutti i suoi post.
Indirizzo: https://tartarotti.wordpress.com/

Giuseppe Peletti Photography

Con Giuseppe abbiamo lavorato insieme in una software house talmente tanto tempo fa che mi sembra sia accaduto in un’altra vita. Il suo sito web è una testimonianza della sua inarrestabile passione per la fotografia. È bravissimo! È mio amico e ne sono orgoglioso.
Indirizzo: http://www.giube.eu/

@BBCTech Vince il Redirect Award!

In Odissea di un follower del @Sole24ore elencavo il numero di domini costretto a visitare prima di atterrare sulla pagina web di mio interesse. Pensavo fosse un record, sbagliavo! @BBCTech sa fare di meglio.

L'odissea parte da un tweet dell'account @BBCTech
L’odissea parte da un tweet dell’account @BBCTech

Immaginate di cliccare su questo link dal vostro smartphone t.co/huvKwPYsZO. La tabella seguente illustra i passaggi necessari prima di raggiungere l’agognata meta: l’articolo oggetto del tweet.

Da A
t.co/huvKwPYsZO bbc.in/1gxydCv
bbc.in/1gxydCv bit.ly/1gxydCv
bit.ly/1gxydCv www.bbc.co.uk/news/technology-27588976
www.bbc.co.uk/news/technology-27588976 www.bbc.com/news/technology-27588976
www.bbc.com/news/technology-27588976 m.bbc.com/news/technology-27588976

L’ultimo passaggio vi verrà bonariamente risparmiato se accedete da desktop, ipad o simili! @BBCTech non può che aggiudicarsi il prestigioso Redirect Award!

XML, GPS e blog. La corsa raccontata in rete

Un atleta di inizio 1900 posa di fianco ai suoi trofei. Baffi impegnativi, anche i trofei, immagino.
Se fossi nato all’inizio del secolo scorso anch’io avrei posato per una foto del genere!

Nell’ultimo post, scritto ormai parecchi mesi fa, ipotizzavo di convertire questo pseudo-blog in un diario sulla mia rinnovata passione per la corsa. Di blog sull’argomento se ne trovano parecchi in rete. Il mio preferito sul tema è “Gli spilli nel ginocchio”, un blog corale di un gruppo di amici che amano la corsa e sanno raccontarla in modo fresco, genuino.
Se il genere vi piace potete partire dal sito degli Spilli per saltare su uno qualunque di quelli che propongono. Ognuno tratta lo stesso tema con chiavi di letture diverse, chi umoristica, chi spirituale, chi declina il racconto in dettagli che farebbero impallidire atleti professionisti. È incredibile il numero di sfaccettature che uno stesso tema, la corsa di resistenza, può stimolare.
Anch’io ho trovato un modo per scrivere qualcosa a riguardo, non lo faccio qui, sul mio desertico blog ma su un social network. Dopo l’affermazione di quelli generalisti (Facebook, tanto per fare un nome), se ne sono diffusi una serie di specializzati. Non poteva mancare quello rivolto alla comunità degli sportivi per lo più amatoriali: Strava è uno di questi. Alla fine si tratta di caricare i propri tracciati GPS in un formato XML (L’estensione di questi file è .gpx) per ottenere una serie di grafici che permettono di leggere i dati raccolti durante la seduta di allenamento in modo più semplice grazie all’ausilio di una grafica accattivante.
Il social network adotta un modello economico (ossia una strategia per far soldi) che si chiama freemium e su Strava è declinata così: l’iscrizione è gratuita per tutti e consente di accedere ad un set minimo di funzionalità. Se si vogliono ottenere maggiori informazioni sui propri (sic!) dati e se si vuole avere un maggior grado di libertà nella ricerca di altri utenti della comunità bisogna pagare. In ogni caso si può familiarizzare con altri utenti anche partecipando ad una qualunque delle gare che questa piattaforma propone.
Fin qui, in sintesi, il funzionamento del social network.
Ecco, nell’uso che ne faccio ho stiracchiato il concetto del campo “Descrizione” per scriverci le mie impressioni sulla seduta in particolare e più raramente sulla corsa in genere. Per piccoli passi ne sta nascendo una specie di blog: un bell’esperimento! :)

Odissea web di un follower del @sole24ore

Seguo @sole24ore su Twitter, trovo che molti articoli siano ricchi di contenuti e del resto devo avere una forte motivazione per raggiungere la pagina web contenente l’articolo perché prima di arrivarci il mio browser viaggia inutilmente per il web.
Ecco un esempio. Scorro gli ultimi messaggi del “Sole” e ne trovo uno interessante.

Tweet de @sole24ore
Un tweet de Il Sole 24 Ore che rimanda ad un articolo.

Decido di leggere l’articolo e clicco sul link: bit.ly/1444Ayx. bit.ly è un servizio di riduzione url, url-shortening, cui spesso si affida Il Sole 24 Ore per proporre i suoi articoli. Quando hai solo 140 caratteri per esprimere il tuo pensiero ogni lettera conta. Dunque ha senso affidarsi ad un servizio del genere. Peccato che, proprio su Twitter, non ce ne sia alcun bisogno visto che ogni indirizzo presente nel micro messaggio è automaticamente accorciato grazie al servizio di riduzione url offerto automaticamente da Twitter per mezzo del suo t.co, e questo dal lontano giugno 2011.

un dettaglio della Home Page su Twitter di @sole24ore
Un servizio di riduzione url tira l’altro. :)

Ritorno ora al principio della mia odissea: clicco su di un link t.co che a sua volta rimanda ad un secondo servizio di url shortening bitl.ly, quello scelto dal “Sole”. Ora è la volta di questo indirizzo.

http://feeds.ilsole24ore.com/c/32276/f/438662/s/2bf7372c/l/0L0Silsole24ore0N0Cart0Ctecnologie0C20A130E0A50E150Cgoogle0Elancia0Eservizio0Emusica0E1810A520Bshtml0Duuid0FAbLrTBwH/story01.htm?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Ma di questo non mi accorgo nemmeno perché il mio browser riceve subito istruzioni per raggiungere:

http://da.feedsportal.com/c/32276/f/438662/s/2bf7372c/l/0L0Silsole24ore0N0Cart0Ctecnologie0C20A130E0A50E150Cgoogle0Elancia0Eservizio0Emusica0E1810A520Bshtml0Duuid0FAbLrTBwH/ia1.htm

Qui trascorro almeno 15 secondi per prendere visione di uno spot pubblicitario che, bontà loro, se voglio, posso saltare a più pari, ma per farlo dovrei cliccare su di un link per raggiungere (finalmente) l’articolo. Sulle prime non clicco: e se poi mi fanno fare un altro giro di giostra?

Finalmente raggiungo il mio obiettivo: l’articolo. Lo trovo a questo indirizzo:

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-05-16/google-lancia-servizio-musica-093208.shtml?uuid=AbTIPLwH

Ricapitolando ecco cosa accade quando clicco sul link:

Da A
t.co bit.ly
bit.ly feeds.ilsole24ore.com
feeds.ilsole24ore.com... da.feedsportal.com...
da.feedsportal.com... www.ilsole24ore.com/art/tecnologie...

Sarà di sicuro un ottimo articolo ma trovo poco sano quest’uso della tecnologia.