HTML5 il markup e le API

Insieme a Gianluca Troiani ho scritto HTML5 il markup e le API
Insieme a Gianluca Troiani ho scritto “HTML5 il markup e le API”

Il 17 giugno esce in libreria e nei principali negozi online “HTML5 il markup e le API“. La guida è edita da Apogeo. L’ho scritta insieme a Gianluca Troiani, il divulgatore più stiloso che esista, già autore per Apogeo di diverse guide su CSS e di un bel manuale su Responsive Web Design.
Ci ha guidato Fabio Brivio, più che un editor, un santo, la cui pazienza io e Gianluca abbiamo saggiato a più riprese. Sulla base dei nostri test possiamo confermare quanto essa tenda asintoticamente all’infinito.

Già oggi indice e introduzione sono scaribili in PDF, gratuitamente.

HTML5 è diventata una specifica ufficiale del W3C solo pochi mesi fa. Sarebbe stato impossibile affrontarla integralmente in un unico testo. Crediamo di aver scelto quegli argomenti che possano avere maggiore rilevanza nella convinzione che un taglio pratico fosse più efficace di un tomo delle dimensioni di “Guerra e Pace”. Eppure credo che possiate trovare in questa guida una serie di argomenti che non sono mai stati affrontati in un manuale sul linguaggio di contrassegno. Mi riferisco ad esempio al capitolo 10 “Strumenti di sviluppo e debug”, un capitolo che da solo, vale l’acquisto (beh, però anche gli altri nove vanno letti!).

Buona lettura.

Letture: bit vs atomi

Stavo rientrando a casa dal lavoro. Come spesso capita percorrevo a piedi la solita strada-di-periferia-poco-raccomdabile. Di solito la faccio da solo, questa volta in compagnia di un romanzo, "Il grande sonno", di Raymond Chandler. Era già buio e per quanto cercassi di immergermi nelle avventure di un giovane ispettore Marlow dovevo fare i conti con la classica illuminazione inadeguata tipica delle strade-di-periferia-poco-raccomandabili. Di fatto ho sperimentato una sorta di lettura ad intermittenza. Funzionava fintanto che restavo nel cono di luce del lampione, poi un progressivo black-out, quindi altre righe con il nuovo cono di luce del lampione successivo e così via per alcune centinaia di metri.

Avessi avuto un lettore di ebook retroilluminato, avrei potuto continuare la lettura senza interruzioni.

Bit 1 Atomi 0

Del resto è già poco saggio leggere mentre si cammmina; farlo in una zona del genere, prestando meno attenzione del dovuto a quanto succede attorno lo è ancora meno; farlo sfoggiando un dispositivo da circa 200 euro lo è ancora meno. Forse un libro di carta dà meno nell’occhio e, tutto sommato, conserva una sua praticità.

Bit 1 Atomi 1

Palla al centro.

Progresso tecnologico e lavoro, una relazione complicata

Immagine realizzata da JD Hancock e rilasciata sotto licenza Creative Commons
Foto realizzata da JD Hancock e rilasciata sotto licenza Creative Commons (CC BY 2.0)

La vitalità dell’economia di un paese la si vede anche dall’innovazione, dalla facilità ad assorbire il cambiamento.

Mario Platero – Il Sole 24 Ore del 26/06/2014

Commentando i deludenti dati economici USA lo storico inviato de “Il Sole 24 Ore” invita a non disperare per via della forte innovazione tecnologica e della capacità di questo Paese di adattarvisi.

L’analisi di Platero mi sarebbe sembrata lineare se non fosse che proprio oggi ho iniziato a leggere un saggio con un titolo lungo quanto un film di Lina Wertmüller:1

Race Against The Machine: How the Digital Revolution is Accelerating Innovation, Driving Productivity, and Irreversibly Transforming Employment and the Economy

Secondo i due autori, Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee, un progresso tecnologico così intenso e rapido fa si che i computer invadano campi finora di esclusivo dominio degli umani, ottenendo persino risultati migliori2. Questo comporta il duplice deprimente risultato di ridurre salari e stipendi da un lato ed eliminare intere tipologie professionali dall’altro. Il tutto, si argomenta, sta avvenendo ad una velocità tale da rendere impraticabile quella capacità di assorbire il cambiamento di cui oggi scrive Platero.

Non ho terminato la lettura del saggio e le premesse non lasciano intravedere certo un lieto fine. Però voglio pensare che si tratti di una previsione probabile e tuttavia errata di come le tecnologie finiranno per incidere sulla nostra vita, una previsione che non tenga conto delle infinite variabili umane. In questo senso mi viene in mente un bel testo divulgativo che mi è capitato tra le mani di recente. Lo ha scritto Pietro Ichino ed è intitolato “Il lavoro spiegato ai ragazzi e anche ad alcuni adulti“.
Questo bel testo si conclude così:

L’importante è non credere a chi parla di “fine del lavoro”3: non ci sarà mai un limite al bisogno di lavoro umano, alla possibilità delle persone di rendersi utili per altre persone

Pietro Ichino

Ecco, mi piace pensare che anche in fronte un mercato del lavoro sempre più complesso, più tecnologico, immerso nelle tecnologie digitali, ci sia spazio per l’esercizio di una professione che ci permetta di realizzare le nostre migliori aspettative.
Più che una previsione però il mio è un auspicio!


1 Ricordo ai più giovani un paio di titoli di film di questa regista: “Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada” o ancora “Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici

2 Sembra che il primo incidente occorso all’auto Google senza conducente sia avvenuto in uno dei rari momenti in cui un umano ha assunto il controllo.

3 Qui credo ci sia un riferimento a Rifkin, Jeremy. La fine del lavoro. Milano: Mondadori, 2005.

Geolocalizzazione con HTML5: la copertina

Geolocalizzazione con HTML5: la copertina.
Geolocalizzazione con HTML5: la copertina.

Tanto entusiasmo nel post precedente che non ho nemmeno mostrato la copertina del mio ebook! :)

Se interessati all’acquisto troverete utile un breve e incompleto elenco di negozi online da cui poter scaricare il testo:

Se non siete dell’idea lasciatevi ipnotizzare da un abile stratega del marketing: iCoso.
E a proposito di Singloids, sul loro sito hanno pubblicato le strisce Striscia#1124bis1 e Striscia#1124bis2 sempre sul tema della geolocalizzazione: da non perdere.

Ebook piccoli, freschi e saporiti, ecco cosa trovate in questa nuova collana Sushi di Apogeo cui ho avuto la possibilità di contribuire. Se vi piace l’idea di un testo con queste caratteristiche ma gradite meno la prospettiva di spendere anche pochi euro, sarete contenti di scoprire che il titolo zero della collana è scaricabile gratuitamente. L’ho letto tutto d’un fiato, la traduzione di Fabio Brivio è godibile.

Buona lettura.

Geolocalizzazione (e zombie) con HTML5

Che giornata, un post intero su Singloids.com: Geolocalizzazione? e gli zombie?: testo esilarante e immagini per il mio e-book "Geolocalizzazione con HTML5 (collana Sushi)". Che si tratti di bit o di atomi, una pubblicazione è sempre un evento che scalda il cuore.

"Geolocalizzazione? E gli zombie?" è l'articolo di Singloids sul mio e-book.
"Geolocalizzazione? E gli zombie?" è l’articolo di Singloids sul mio e-book con iCoso a fare da testimonial!

Poi è arrivato il tweet dell’editore! :)

Per tutto questo i miei geolocalizzati ringraziamenti a:

  • Federica Dardi in Apogeo che ha seguito con discrezione e gentilezza questo progetto.
  • Stefano Tartarotti per la bravura immensa.
  • Alessandro Olivari e Giuseppe Peletti per i contributi e per il certosino lavoro di revisione di alcuni capitoli.