Ubuntu, dove meno te lo aspetti!

Se l’utilizzo del computer è pratica quotidiana, se non rappresenta solo ordinario strumento di lavoro ma passione, non sarà difficile trovare inaspettati richiami all’informatica anche quando si è in altre faccende affaccendati.

Un programmatore, mio collega, mi raccontava del suo sgomento quando, partendo in auto con la famiglia per un breve periodo di ferie, approssimandosi ad un casello autostradale, faticava a comprendere il significato della segnalazione “disporsi su file parallele”. Si domandava cosa mai avrebbe dovuto farci con un file, lì, in quella circostanza, proprio mentre guidava.

Senza mai raggiungere questo livello di interferenza è capitato anche a me di trovare riferimenti a termini informatici in contesti inconsueti. Sembra, ad esempio, che Ubuntu, il nome di una fortunata distribuzione Linux, ricorra con una certa frequenza nel commercio equo e solidale oltre che, ovviamente, con riferimento a prodotti africani. Tutto ciò probabilmente per il significato del termine. Dal sito ubuntu.com leggo:

Ubuntu is an ancient African word meaning ‘humanity to others’. It also means ‘I am what I am because of who we all are’. The Ubuntu operating system brings the spirit of Ubuntu to the world of computers.

Così, qualche tempo fa, mi è capitato di acquistare a Milano due lattine di cola Ubuntu al Banco di Garabombo. Invece più di recente mi sono imbattuto in un negozio “Ubuntu Project Store” in quel di Ferrara, ma l’insegna è, semplicemente, Ubuntu.

Ubuntu Cola e Ubuntu Store
A sinistra due lattine di Ubuntu Cola. A destra l’ingresso del negozio Ubuntu a Ferrara

N.B.: Le coordinate geografiche che contrassegnano questo post sono quelle del negozio di Ferrara!