Data Protection Day: iniziamo a conoscerlo, impariamo a celebrarlo

Oggi, 28 gennaio 2015, si celebra il Data Protection Day (che gli statunitensi invece chiamano "Data Privacy Day" probabilmente perché adeguarsi ad una iniziativa che non hanno inventato loro deve costare come a Fonzie di Happy Days costava chiedere scusa).

Scopro l’iniziativa solo attraverso un messaggio pubblicitario recapitato in posta: l’editore O’Reilly approfitta dell’iniziativa per scontare del 50% alcuni dei suoi testi. Il messaggio può suonare pressapoco come uno sconto epocale sull’ultima collezione Zara per qualunque donna minimamente interessata alla moda: insomma ha un suo discreto fascino. Del resto la casa editrice O’Reilly prende per buono qualunque pretesto per applicare sconti importanti su parti più o meno estese del proprio catalogo.

Da principio credo sia la solita idea strampalata per vendere qualcosa però nutro interesse per l’argomento è decido di approfondire. Forse perché proprio ieri avevo letto un articolo secondo il quale non è tanto importante imparare a programmare quanto acquisire i rudimenti relativi alla sicurezza dei propri dati e all’analisi dei dati (in genere). L’articolo era intitolato: Learning to code is not the new literacy, di Kim Z Dale.

Così oggi scopro che il Data Protection Day si celebra in Europa quest’anno per la nona volta e lo si fa il 28 gennaio perché in questa data ricorre l’apertura alla firma della "Convenzione sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati a carattere personale". Lo so che scritto così sa di poco accattivante ma a me è bastato leggere il primo articolo per ritrovare interesse nel tema.

In pieno stile europeo contemporaneo scopro anche che il Consiglio d’Europa sostiene l’iniziativa con uno stratosferico budget di zero (0) euro.

The Council of Europe has no specific budget for this activity. Therefore, each State and/or interested body has to finance on its own budget any activity it wishes to organise within the framework of this Day.

In Italia dunque era lecito aspettarsi il solito silenzio. Così ineffabilmente è stato. Il garante per la protezione dei dati personali che dovrebbe celebrare questo giorno con l’entusiasmo con cui un bambino festeggia il Natale ci regala un ennesimo convegno. Opere divulgative: zero. Aziende italiane giovani o meno che si siano spese sull’argomento: nessuna.

Fate qualcosa per proteggere i vostri stessi dati prima che sia troppo tardi. Ecco tre cose facili facili che potreste iniziare a fare sin da subito:

  1. installate e iniziate ad usare un browser che abbia a cuore la riservatezza dei propri utenti: Mozilla Firefox potete scaricarlo qui
  2. Date una chance ad un motore di ricerca diverso: DuckDuckGo.com. La home page sembra buffa e poco professionale? Beh, allora non ricordate quanto fosse imbarazzante la home page di Google degli albori.
  3. "AARP Protecting Yourself Online For Dummies" è il più economico dei manuali che O’Reilly propone in sconto, anche a prezzo pieno l’ebook costa meno di 4 euro.

Provereste a farne almeno solo una, oggi?

Il libro di Mozilla: la guerra dei browser tra l’epico e il goliardico

Logo di Firefox
Logo di Firefox
Da quando i motori di ricerca sono diventanti così efficienti nel capire cosa stiamo cercando, non utilizziamo quasi più la barra degli indirizzi del browser, quasi fosse retaggio di un’epoca passata.
Questa parte dell’interfaccia utente può essere impiegata non solo per puntare il nostro browser verso un sito web, dunque verso l’esterno, ma anche per permetterci di rivolgere lo sguardo al suo interno. Questo è quanto accade quando utilizziamo un insieme di indirizzi con funzioni speciali che iniziano con about:.
Quelli che ho utilizzato più spesso sono solo due:

  • about:blank mostra una finestra bianca.
  • about:config in Firefox è il punto d’ingresso ad una serie di parametri di configurazione del browser.

Tuttavia ne esiste un gran numero e un’immancabile pagina wikipedia li elenca. Inoltre se utilizziamo Firefox o Chrome possiamo fare a meno di Wikipedia e interrogare direttamente il nostro browser per ottenere questo elenco. Basta digitare about:about nella barra dell’indirizzo. In Firefox, nell’elenco di indirizzi troviamo anche about:mozilla ed ecco la sorpresa.

I gemelli di Mammona iniziarono la contesa. Il loro conflitto gettò il mondo in una nuova oscurità, e la Bestia aveva in abominio l'oscurità. Iniziò dunque a muoversi lestamente, e divenne sempre più potente, avanzando e moltiplicandosi. E le Bestie portarono fuoco e luce nell'oscurità.
Un estratto dal Libro di Mozilla: I gemelli di Mammona iniziarono la contesa. Il loro conflitto gettò il mondo in una nuova oscurità, e la Bestia aveva in abominio l’oscurità. Iniziò dunque a muoversi lestamente, e divenne sempre più potente, avanzando e moltiplicandosi. E le Bestie portarono fuoco e luce nell’oscurità.

Il testo sarebbe un estratto di un ipotetico Libro di Mozilla in cui vengono descritte, tra l’epico e il goliardico appunto, le gesta di Firefox. Mi è sembrata una trovata divertente, per questo mi ha stupito l’esistenza di una pagina Wikipedia in cui si propone l’esegesi di questo testo e di testi simili apparsi nelle versioni precedenti.

Questo è il paragrafo in cui si propone una interpretazione di quest’ultimo brano:

I gemelli di Mammona sono probabilmente Apple e Google, i cui sistemi operativi mobile hanno il duopolio del mercato dei dispotivi mobile. La “nuova oscurità” allude alla natura chiusa dei loro store di applicazioni. La bestia che si muove lestamente si riferisce al nuovo ciclo di release di Firefox, rilasciate rapidamente. La frase “divenne sempre più potente, avanzando e moltiplicandosi” si riferisce alle versioni di Firefox per Android e Firefox OS. Il numero 15:1 del verso è riferito al 15 gennaio 2013, data del code freeze di Firefox OS 1.0.

Estratto da “Il Libro di Mozilla” – Wikipedia

Esiste persino una pagina web sul sito di Mozilla su questo fantomatico libro.

Studiare con smartphone, carta e matita (come ho passato la certificazione ITIL V3)

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In questa foto di Michael Durwin distribuita con licenza Creative Commons non appare uno smartphone. Immaginate pure un HTC Desire HD.

A causa di una serie di eventi che non hanno avuto nulla in comune se non la dimostrazione degli infiniti corollari alla Legge di Murphy, mi sono trovato a poter fare affidamento su un solo dispositivo elettronico: il mio smartphone.

Ho deciso di sfruttare questa situazione per scoprire se fosse possibile prepararsi per un esame (certificazione “ITIL Foundation Certificate in IT Service Management“) facendo affidamento sull’unico dispositivo che non mi aveva voltato le spalle negli ultimi tre mesi.

Ho superato l’esame dopo appena due mesi di studio, nei ritagli di tempo concessi da famiglia e lavoro. Buono il risultato: 93% di risposte esatte.

Ecco come è andata.

Prepararsi per una certificazione comporta, in una certa misura, imparare a memoria alcune nozioni. ITIL non fa eccezione a questa regola. Per rendere più abbordabile questa parte del percorso di studio ho fatto sempre ampio ricorso a cartoncini 3 x 5 in cui da un lato riportavo la domanda mentre, sul lato apposto, scrivevo la risposta. Questi cartoncini così utilizzati prendono il nome di flashcards. Esistono diverse applicazioni che permettono di creare e sfogliare le proprie carte di studio in modo che queste siano riproposte con una frequenza che è funzione della difficoltà con cui si è risposto (le domande più difficili saranno mostrate con maggiore frequenza). Credo che l’app migliore sia Anki.

La parte più interessante è invece l’apprendimento di nuovi concetti. La scelta di un buon manuale aiuta. Per lo studio ho impiegato:

  • It Service Management: A Guide for Itil Foundation Exam Candidates (Second Edition) di Ernest Brewster, Richard Griffiths, Aidan Lawes, John Sansbury.
  • IT Service Management Foundation Practice Questions: For ITIL® Foundation Exam Candidates (Second Edition) di Steve Mann, Tony Gannon, Steve Mann, Nigel Mear.
  • 100 ITIL Foundation Exam Questions: Pass Your ITIL Foundation Exam for ITIL v3 and ITIL 2011 di Brady Orand.
  • 201 Questions for Your ITIL Foundation Exam [Formato Kindle] di John Forester.

I primi due testi erano disponibili solo in epub per cui ho utilizzato un lettore per questo formato come Aldiko. Ne esiste una versione a pagamento che permette di annotare ed evidenziare il testo ma per i miei scopi la versione gratuita è stata sufficiente.

Gli ultimi due testi li ho trovati su Amazon e dunque ho dovuto utilizzare l’app Kindle per poterli leggere. Avrei voluto convertire tutti gli e-book in un unico formato per utilizzare un unico lettore. Purtroppo le protezioni applicate a questi file mi hanno impedito di procedere: W la gestione dei diritti digitali (DRM)! :(

Non ho apprezzato l’idea di dover utilizzare due app diverse che svolgono lo stesso compito. Inoltre, nonostante lo smartphone che utilizzo possa contare su un generoso display da 4.3 pollici mi sono comunque trovato in difficoltà nella lettura dei grafici a corredo del testo. Alcuni troppo piccoli e dunque illegibili, altri troppo lunghi e poiché sui grafici lo scorrimento dell’immagine in Aldiko non è adeguato (almeno nella versione 2.2.3 su Android), questi sono stati semplicemente inaccessibili.

Una quarta app è stata ovviamente il browser: Firefox per Android nel mio caso, che ho utilizzato per reperire ulteriore materiale di studio:

Il vantaggio principale di questa soluzione è quello di poter studiare letteralmente ovunque: sui mezzi pubblici, nella sala d’attesa del medico, in fila alla cassa del supermercato, oltre che ovviamente in  casa seduto sul divano o alla scrivania.


14 luglio 2014
Se hai trovato utile questo articolo potrebbe interessarti anche un articolo più recente: "Il vero valore di una certificazione professionale".


3 giungo 2014 – Errata Corrige: i costi della certificazione.
In alcune risposte fornite sono stato impreciso sui costi sopportati per sostenere la certificazione. Li correggo con questo aggiornamento.

Descrizione articolo Costo
It Service Management: A Guide for Itil Foundation Exam Candidates (Second Edition) di Ernest Brewster, Richard Griffiths, Aidan Lawes, John Sansbury. 15,50 €
IT Service Management Foundation Practice Questions: For ITIL® Foundation Exam Candidates (Second Edition) di Steve Mann, Tony Gannon, Steve Mann, Nigel Mear. 21,00 €
100 ITIL Foundation Exam Questions: Pass Your ITIL Foundation Exam for ITIL v3 and ITIL 2011 di Brady Orand. 3,98 €
201 Questions for Your ITIL Foundation Exam [Formato Kindle] di John Forester. 4,60 €
Prenotazione esame presso centro Prometric 126,00 €
TOTALE 171,08 €

A conti fatti i costi sono più bassi di quelli che avevo lasciato intendere con le mie risposte.