XML, GPS e blog. La corsa raccontata in rete

Un atleta di inizio 1900 posa di fianco ai suoi trofei. Baffi impegnativi, anche i trofei, immagino.
Se fossi nato all’inizio del secolo scorso anch’io avrei posato per una foto del genere!

Nell’ultimo post, scritto ormai parecchi mesi fa, ipotizzavo di convertire questo pseudo-blog in un diario sulla mia rinnovata passione per la corsa. Di blog sull’argomento se ne trovano parecchi in rete. Il mio preferito sul tema è “Gli spilli nel ginocchio”, un blog corale di un gruppo di amici che amano la corsa e sanno raccontarla in modo fresco, genuino.
Se il genere vi piace potete partire dal sito degli Spilli per saltare su uno qualunque di quelli che propongono. Ognuno tratta lo stesso tema con chiavi di letture diverse, chi umoristica, chi spirituale, chi declina il racconto in dettagli che farebbero impallidire atleti professionisti. È incredibile il numero di sfaccettature che uno stesso tema, la corsa di resistenza, può stimolare.
Anch’io ho trovato un modo per scrivere qualcosa a riguardo, non lo faccio qui, sul mio desertico blog ma su un social network. Dopo l’affermazione di quelli generalisti (Facebook, tanto per fare un nome), se ne sono diffusi una serie di specializzati. Non poteva mancare quello rivolto alla comunità degli sportivi per lo più amatoriali: Strava è uno di questi. Alla fine si tratta di caricare i propri tracciati GPS in un formato XML (L’estensione di questi file è .gpx) per ottenere una serie di grafici che permettono di leggere i dati raccolti durante la seduta di allenamento in modo più semplice grazie all’ausilio di una grafica accattivante.
Il social network adotta un modello economico (ossia una strategia per far soldi) che si chiama freemium e su Strava è declinata così: l’iscrizione è gratuita per tutti e consente di accedere ad un set minimo di funzionalità. Se si vogliono ottenere maggiori informazioni sui propri (sic!) dati e se si vuole avere un maggior grado di libertà nella ricerca di altri utenti della comunità bisogna pagare. In ogni caso si può familiarizzare con altri utenti anche partecipando ad una qualunque delle gare che questa piattaforma propone.
Fin qui, in sintesi, il funzionamento del social network.
Ecco, nell’uso che ne faccio ho stiracchiato il concetto del campo “Descrizione” per scriverci le mie impressioni sulla seduta in particolare e più raramente sulla corsa in genere. Per piccoli passi ne sta nascendo una specie di blog: un bell’esperimento! :)

GPS: un invito alla corsa

Più di quattro mesi dall’ultimo post. Non si può dire che il blog sia stato al centro dei miei pensieri di recente. Dopo la pubblicazione del mio e-book Geolocalizzazione con HTML5 avevo solo il desiderio di trascorrere più tempo all’aria aperta. Era luglio e ho iniziato a correre. Lo faccio sempre in quel periodo dell’anno, sono una specie di corridore stagionale. Corro ogni anno per non più di quattro mesi a cavallo tra l’estate e l’autunno, poi la pigrizia ha il sopravvento. Le uscite si diradano. Inizio a sostituirle con vasche in piscina, poi smetto anche di nuotare e via in letargo fino all’anno successivo.
Però a furia di scrivere di latitudine e longitudine mi sono detto che un gps da polso mi avrebbe dato una motivazione in più per superare la barriera dell’autunno e prolungare le uscite nelle poco gradevoli temperature invernali dell’hinterland milanese. Finora sta funzionando, controllare il proprio passo al km è divertente e offre uno stimolo per migliorarsi. Una volta tanto riesco ad utilizzare la tecnologia per tirarmi fuori invece che fermarmi davanti ad un monitor tra quattro mura.

Un GPS da polso con una buon rapporto qualità/prezzo.
Un GPS da polso con una buon rapporto qualità/prezzo.

Nulla da dire sulla qualità di questo Ultrasport GPS Navrun 50, forse si poteva investire qualcosa di più sulla traduzione in italiano.
Il GPS è utile ma a spronarmi c’è anche il bel libro di Enrico Arcelli: “Voglio Correre”. La tentazione di trasformare queste pagine in un blog sulla corsa è forte. :)

Geolocalizzazione con HTML5: la copertina

Geolocalizzazione con HTML5: la copertina.
Geolocalizzazione con HTML5: la copertina.

Tanto entusiasmo nel post precedente che non ho nemmeno mostrato la copertina del mio ebook! :)

Se interessati all’acquisto troverete utile un breve e incompleto elenco di negozi online da cui poter scaricare il testo:

Se non siete dell’idea lasciatevi ipnotizzare da un abile stratega del marketing: iCoso.
E a proposito di Singloids, sul loro sito hanno pubblicato le strisce Striscia#1124bis1 e Striscia#1124bis2 sempre sul tema della geolocalizzazione: da non perdere.

Ebook piccoli, freschi e saporiti, ecco cosa trovate in questa nuova collana Sushi di Apogeo cui ho avuto la possibilità di contribuire. Se vi piace l’idea di un testo con queste caratteristiche ma gradite meno la prospettiva di spendere anche pochi euro, sarete contenti di scoprire che il titolo zero della collana è scaricabile gratuitamente. L’ho letto tutto d’un fiato, la traduzione di Fabio Brivio è godibile.

Buona lettura.

Geolocalizzazione (e zombie) con HTML5

Che giornata, un post intero su Singloids.com: Geolocalizzazione? e gli zombie?: testo esilarante e immagini per il mio e-book "Geolocalizzazione con HTML5 (collana Sushi)". Che si tratti di bit o di atomi, una pubblicazione è sempre un evento che scalda il cuore.

"Geolocalizzazione? E gli zombie?" è l'articolo di Singloids sul mio e-book.
"Geolocalizzazione? E gli zombie?" è l’articolo di Singloids sul mio e-book con iCoso a fare da testimonial!

Poi è arrivato il tweet dell’editore! :)

Per tutto questo i miei geolocalizzati ringraziamenti a:

  • Federica Dardi in Apogeo che ha seguito con discrezione e gentilezza questo progetto.
  • Stefano Tartarotti per la bravura immensa.
  • Alessandro Olivari e Giuseppe Peletti per i contributi e per il certosino lavoro di revisione di alcuni capitoli.