Parole a caso: hacker

Paolo Attivissimo e Licia Corbolante sui rispettivi blog scrivono di tanto in tanto in merito a superficialità e imprecisioni di alcuni giornalisti. Svolgono, in questo, un lavoro prezioso non solo per i lettori ma utile agli stessi autori degli articoli, se solo avessero a cuore il proprio mestiere.
Questo micro-post si inserisce a metà strada tra quel solco e un mio classico: la battaglia donchisciottesca.
Sono anni ormai che il termine hacker viene utilizzato per indicare un pirata informatico, applicando in realtà ad essa il significato di cracker come indica anche la voce italiana di Wikipedia di cui cito qui il primo paragrafo.

Il termine cracker (della lingua inglese), in ambito informatico, indica una persona che si ingegna per eludere blocchi imposti da qualsiasi software al fine di trarne profitto o creare danni.

Definizione di “Cracker (informatica)”

Questa degenerazione è ormai così diffusa che viene accettata anche da molti che nell’IT lavorano e dunque conoscono la distinzione tra i due termini. Immagino che ciò accada per un misto di rassegnazione ed esaurimento prodotto dal tentativo di spiegare per l’ennesima volta che no-un-hacker-non-è-un-malvivente-che-ne-sa-di-computer.Opera di  elhombredenegro

Foto di elhombredenegro rilasciata con licenza Creative Commons (CC BY 2.0)

Poi però leggo una copia de Il Sole 24 Ore di venerdì 10, lo sfoglio distrattamente e vedo un trafiletto nella sezione Norme e tributi, dove alla pagina Giustizia e sentenze leggo di un tizio che rischia una condanna per accesso abusivo all’indirizzo di posta elettronica della sua ex e viene qualificato come hacker vendicativo. Poichè questo mago dell’informatica ha usato la tesi difensiva dell’uso comune (con la ex) dell’email, immagino disponesse già di una password. Pur volendo accettare l’uso errato del termine hacker, dove starebbe in questo caso l’approfondita conoscenza dei mezzi informatici?
Dapprima hacker era un termine usato al posto di un altro (hacker al posto di cracker: si lo so che vi viene in mente il biscotto friabile) adesso lo si usa più o meno a caso, basta ci sia un computer di mezzo, meglio se connesso in rete.


Aggiornamento 20/04/2015. Punto Informatico è l’unica testata giornalistica in cui ho visto riportare il termine cracker in modo corretto. Alcuni esempi:

Evviva Punto Informatico! :)