Un robot per amico

I robot ci stimolano all’interazione sociale.

Cynthia Breazeal

Un paio di giorni fa ero di ritorno dal lavoro mentre ascoltavo Pinocchio su radio DeeJay. L’argomento di discussione del giorno prendeva spunto dalla notizia di una famiglia australiana che aveva adottato una gazza ladra: il Corriere della Sera ne ha proposto una galleria fotografica: “Il bimbo e la sua gazza ladra: la splendida amicizia in 30 foto“.
L’idea era quella di invitare gli ascoltatori a parlare delle proprie originali adozioni in famiglia.
Sembrava che La Pina e Diego fossero molto divertiti nell’ascoltare dell’affetto che un’ascoltatrice provava per il suo efficiente Ambrogio, un robot da giardino cui il marito ha persino costruito una cuccia, da far invidia ai cani del vicinato.
Quella telefonata mi ha ricordato di un filmato TED del 2010 “L’ascesa dei robot personali” di Cynthia Breazeal. In quel discorso Breazeal illustra i risultati di alcune sue ricerche. Un esperimento consisteva nel proporre a tre diversi gruppi di persone un programma di allenamenti volti a perdere peso. In un caso le istruzioni erano fornite su carta, nell’altro per mezzo di un computer da tavolo (desktop pc) in un terzo caso veniva fornito un robot, a quanto pare il coinvolgimento di questo terzo gruppo è stato molto maggiore.

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Un fotogramma estratto dal video che esprime il livello di coinvolgimento di ciascun gruppo nello svolgimento degli esercizi per il dimagrimento in base allo strumento usato per veicolare le istruzioni (carta, pc, robot).

Breazeal racconta di come alcuni membri di questo gruppo avessero addobbato il robot (con berretti o sciarpe ad esempio), e di come si fossero separati con dispiacere dal robot al termine dell’esperimento.

Le persone si comportano come tali anche quando interagiscono con un robot.

Cynthia Breazeal


Il video è disponibile anche con sottotitoli in italiano e vale tutti i 14 minuti che vorrete dedicargli.